La «mostarda di frutta parmigiana» è una conserva che crea un piccolo dilemma a chi la incontra per la prima volta: dolce o piccante? La risposta è entrambi. È una preparazione tipica dell'Emilia-Romagna dove frutta mista viene cotta lentamente con zucchero e senape in grani, fino a diventare una gelata compatta e profumata. Non è una marmellata, non è nemmeno una salsa nel senso stretto: è uno spazio tutto suo tra il dolce e l'agrodolce, dove la frutta rimane morbida ma riconoscibile e la senape pizzica senza sopraffare.

Gusto

La mostarda parmigiana ha un sapore complesso che parte dolce e termina con un pizzicore piacevole sulle labbra. La frutta mista, generalmente mele, pere, uva, albicocche e qualche volta frutti di bosco, rilascia la propria dolcezza naturale durante la cottura e si concentra. La senape in grani, che rimane visibile e leggermente croccante, è l'elemento che la distingue da una semplice marmellata: dà quel tocco di temperamento che la rende perfetta accanto ai formaggi stagionati, ai bolli di carne freddi e alle carni affumicate. Si mangia sia fredda che a temperatura ambiente, in cucchiaiate piccole.

Benessere

Preparazione25 min
Cottura60 min
Difficoltàmedia
Porzioni6 vasetti piccoli (circa 150 g l'uno)
Costomedio
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Pulire la fruttaLavate le mele e le pere, sbucchiatele, eliminate i semi e tagliatele a pezzi non troppo piccoli di circa 2 centimetri. Pelate l'uva e tagliate le albicocche secche a metà. Spremete il succo del limone.
  2. Lessare la senapeVersate la senape in un piccolo pentolino con 50 ml di acqua fredda. Portate a ebollizione per 2 minuti, poi scolate e fate raffreddare leggermente. Questo passaggio ammorbidisce i grani e toglie un po' di asprezza.
  3. Cuocere la fruttaIn una pentola a fondo spesso versate la frutta tagliata, lo zucchero, l'acqua rimasta (70 ml) e il succo di limone. Mescolate bene e portate a fuoco medio. Lasciate cuocere per circa 50 minuti, mescolando di tanto in tanto, fino a quando la frutta diventa morbida e il liquido inizia a gelificare. Quando il cucchiaio lascia una leggera traccia sulla superficie, siete vicini al punto.
  4. Aggiungere la senapeNei ultimi 5 minuti di cottura, aggiungete la senape bollita e mescolata. Continuate a mescolare delicatamente per distribuirla uniformemente. Spegnete il fuoco quando la consistenza è quella di una marmellata densa, non troppo liquida.
  5. Invasare ancora caldoVersate la mostarda ancora calda in vasetti sterilizzati (lavati con acqua calda e asciugati al forno a 100 gradi per 10 minuti). Riempite fino a 1 centimetro dal bordo, sigillate subito con i coperchi. Capovolgete i vasetti per 2 minuti per creare il vuoto d'aria.
  6. Raffreddare e riposareLasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente, poi conservate in un luogo fresco e buio per almeno una settimana prima di aprire, così la gelata si rassoda e i sapori si equilibrano.
Mostarda Parmigiana: dolce piccante che stimola la digestione
Mostarda Parmigiana: dolce piccante che stimola la digestione
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su una composizione media di frutta mista, zucchero e senape. Variano secondo le proporzioni fra frutti, la stagionatura e il tempo di cottura.

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere la frutta troppo velocemente ad alta temperatura, cercando di arrivare al risultato in mezz'ora. La mostarda ha bisogno di tempo per concentrarsi e per far sì che la frutta si ammorbidisca senza diventare una poltiglia. Se la fiamma è troppo alta, il fondo brucerà e il sapore ne soffrirà. Un'altra trappola è aggiungere la senape troppo presto, quando ancora cuoce: il calore la riscalda troppo e perde il suo carattere pungente. Aggiungetela negli ultimi minuti, dopo aver spento il fuoco, così mantiene il suo pizzico.

I nostri consigli

Quando prepararla

La mostarda parmigiana si prepara idealmente in autunno e all'inizio dell'inverno, quando mele e pere sono a pieno regime e hanno qualità migliore. È il piatto che le nonne facevano a settembre e ottobre per avere riserve da servire nei mesi freddi, accanto agli arrosti e ai formaggi stagionati che caratterizzavano la tavola invernale emiliana. Una volta invasata, riposa meglio durante i mesi freddi.

Domande frequenti