La mostarda di Forlì si presenta in vasetto come una conserva densa e lucida, di colore ambrato tendente al marrone scuro. I frutti interi galleggiano nella salsa siruposa: mele tagliate a spicchi, pere, albicocche e qualche uva passa rimangono ben visibili e integri, ricoperti da un brillantino di mosto cotto. Il profumo che esce dall'apertura del vasetto è speziato e leggermente pungente, con note di cannella e chiodi di garofano. Una volta serrata, la mostarda mantiene una consistenza densa e aderente, non liquida, pronta a staccarsi dal cucchiaio in cucchiaiate generose.

Gusto

Il sapore è deciso, agrodolce con prevalenza dolce e una contronota speziata che arriva dopo. Il mosto cotto regala una dolcezza naturale, quasi vellutata, mentre la senape in grani dona un leggero piccante al fondo che non brucia ma pulisce il palato. I frutti mantengono la loro consistenza morbida e si mangiano facilmente insieme alla salsa. Si serve a cucchiaiate sopra formaggi stagionati, con arrosti freddi o carni bollite, e un tempo accompagnava le tagliatelle di festa in Romagna.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su una mostarda tradizionale con frutti misti e mosto cotto. Variano secondo la proporzione di frutta, il tipo di zucchero aggiunto e il metodo di riduzione del mosto.

Preparazione30 min
Cottura90 min
Difficoltàmedia
Porzioni6 barattoli da 250 ml
Costomedio
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  1. Ridurre il mostoVersare il mosto d'uva fresco in un pentolone ampio a fondo spesso. Portare a ebollizione a fuoco medio e far cuocere per 40-45 minuti, mescolando ogni tanto, finché il volume non si riduce di almeno la metà e il colore diventa scuro e lucido. Il mosto deve raggiungere una consistenza sciroposa.
  2. Preparare la fruttaNel frattempo, lavare e asciugare le mele e le pere, tagliarle in spicchi eliminando il torsolo e i semi. Le albicocche e le nespole vanno tagliate in 2-3 pezzi. Lasciare gli spicchi di una certa dimensione: la frutta si cuocerà e resterà visibile nel prodotto finito.
  3. Aggiungere frutta e spezieQuando il mosto è ridotto e scuro, aggiungere tutti gli spicchi di frutta fresca, l'uva passa, la cannella in stecca, i chiodi di garofano e la senape in grani. Mescolare bene e portare di nuovo a ebollizione, regolando il fuoco a livello medio-basso per evitare spruzzi.
  4. Cuocere la conservaMantenere il bollore lento e costante per altri 40-50 minuti, mescolando con frequenza con un cucchiaio di legno. La frutta deve ammorbidirsi mantenendo la forma, e la salsa deve diventare ancora più densa. Verso la fine della cottura, fare il test della goccetta: mettere una goccia di mostarda su un piattino freddo e, se si rapprende leggermente, è pronta.
  5. Assaggiare e correggereTogliere dal fuoco e assaggiare. Se risulta troppo acida, aggiungere lo zucchero a poco a poco, mescolando fino a che non si scioglie completamente. Se invece è troppo liquida, rimettere sul fuoco per altri 10-15 minuti.
  6. Invasare a caldoRiempire i barattoli di vetro sterilizzati (lavati e scaldati in forno a 100 gradi per 10 minuti) con la mostarda ancora calda, distribuite la frutta e la salsa in modo uniforme. Riempire fino a circa 1 centimetro dal bordo, poi chiudere subito il coperchio.
  7. Raffreddare e sigillarsiCapovolgere i barattoli e lasciarli così per 10-15 minuti finché il vapore non li ha sigillati naturalmente. Poi girarli di nuovo e aspettare che si raffreddino completamente a temperatura ambiente. Si conservano in dispensa per almeno 12 mesi.

L'errore da non fare

Non lasciare il mosto a ridurre troppo velocemente a fuoco alto: il mosto brucia facilmente sui bordi e acquisisce un sapore amaro che rovinerà tutta la mostarda. Mantieni il fuoco medio e mescola spesso. Un altro errore frequente è aggiungere la frutta quando il mosto non è ancora abbastanza ridotto: la conserva rimane troppo liquida e non si forma la giusta consistenza gelatinosa. Infine, non invasare freddo: la mostarda deve entrare nel barattolo ancora calda, altrimenti il coperchio non sigilla correttamente e il rischio di muffe aumenta.

I nostri consigli

Quando prepararla

La mostarda di Forlì si prepara in autunno inoltrato, quando il mosto d'uva è disponibile fresco dalle pigiature di fine settembre e inizio ottobre, e la frutta estiva è ancora al mercato. È tradizionalmente un prodotto da conserva autunnale e invernale, perfetto da fare in grandi quantità per le festività di fine anno, quando accompagna i salumi e i formaggi sulle tavole delle cene romagnole. Se prepari la mostarda a fine ottobre, sarà pronta al consumo per il Natale.

Domande frequenti