I «meloneddus» escono dalla padella con una crosta color oro scuro, leggermente screpolata e sfogliante al tatto. Dentro il piatto rimangono caldi e fragranti, il ripieno di formaggio fresco e ricotta affiorante lievemente dalle aperture della frittura. Il miele caldo versato al momento li ammorbidisce in superficie, mentre la mandorla tritata si attacca qua e là. Il contrasto tra la croccantezza esterna e la morbidezza interna è immediato e gradevole, il tutto mantenendo un aspetto rustico e genuino, mai artificiale.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, grazie al formaggio fresco che bilancia la ricotta e il miele. L'aroma è quello del formaggio latteo mescolato con il miele caldo, una combinazione tradizionale della cucina sarda che si percepisce anche dal profumo durante la frittura. Si servono ancora caldi, subito dopo averli cosparso di miele e mandorle. L'abbinamento più classico è con un vino dolce locale o semplicemente con un caffè, soprattutto durante le festività.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione20 min
Cottura15 min
Difficoltàfacile
Porzioni6 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare l'impastoVersa la farina in una ciotola, crea un buco al centro e versavi le uova, il latte e il burro morbido. Mescola con una forchetta fino a ottenere un impasto omogeneo e leggermente appiccicaticcio. Aggiungi un pizzico di sale. Lascia riposare coperto per 10 minuti.
  2. Preparare il ripienoMetti il formaggio fresco grattugiato in una ciotola, aggiungi la ricotta sgocciolata e mescola bene fino a ottenere una crema liscia e senza grumi. Assicurati che il ripieno sia freddo quando lo usi.
  3. Formare i dolcettiVersa l'olio in una padella larga fino a 2 centimetri di profondità. Porta a temperatura media-alta (170 gradi). Con due cucchiai, prendi un cucchiaio scarico di impasto, mettivi un cucchiaio di ripieno di formaggio e ricotta, copri con un altro strato sottile di impasto pressato con il secondo cucchiaio. Lascia scivolare delicatamente nell'olio caldo.
  4. Friggere il primo latoLascia cuocere il primo lato per 2-3 minuti: deve diventare color oro scuro e gonfiarsi leggermente. Il dolcetto deve nuotare nell'olio senza affondare. Se scende subito il fondo, alza la temperatura.
  5. Friggere il secondo latoCapovolgi con una schiumarola e lascia cuocere altri 2-3 minuti fino a quando anche il secondo lato è dorato e croccante. La superficie non deve essere nera, ma color nocciola scuro.
  6. Scolare e ricoprireEstrai i «meloneddus» con la schiumarola e poggia su carta assorbente per 30 secondi solo. Trasferiscili subito in un piatto, versa il miele caldo a filo su tutta la superficie e cospargili di mandorle tritate mentre sono ancora bollenti. Serve immediatamente.
  7. Mantenere la temperatureSe prepari più lotti, tieni i meloneddus già pronti al caldo in forno a 60 gradi. Aggiungi miele e mandorle solo al momento di servire, non in anticipo, altrimenti si ammollano.

L'errore da non fare

L'errore più comune è immergere i «meloneddus» in olio non abbastanza caldo: rimangono molli, assorbono troppo grasso e diventano pesanti. Se l'olio è a 160 gradi o meno, il dolcetto affonda e si cucina in modo irregolare, con l'interno ancora freddo e l'esterno già scuro. Controlla la temperatura con un termometro da cucina o fai la prova del pane: un dadino di pane dovrebbe dorare in 40 secondi. Altro errore è non capovolgere al momento giusto, facendo rimanere un lato pallido e molle. Infine, non ricoprire il miele finché sono ancora caldi significa perdere l'effetto della croccantezza che il calore sigilla.

I nostri consigli

Quando prepararla

I «meloneddus» sono il dolce principe di Capodanno e delle festività, quando in Sardegna compaiono sulle tavole per augurare abbondanza e dolcezza nel nuovo anno. Si preparano bene anche per matrimoni e battesimi, durante l'inverno quando le temperature fredde aiutano il ripieno a mantenersi stabile. È la ricetta perfetta per le domeniche in famiglia: non richiede abilità speciali e il risultato è sempre celebrativo.

Domande frequenti