Grissini torinesi

Presentazione
I grissini torinesi sono bastoncini di pane lunghi e irregolari, asciutti e croccanti, che si spezzano con un rumore secco e lasciano sulle dita un velo di semola. A Torino se ne distinguono due tipi: il grissino stirato, allungato con le mani tirando una striscia di pasta, e il rubatà, arrotolato sul piano. Questa è la versione stirata, quella con i nodi e le forme diverse l'una dall'altra, che si riconoscono subito come fatti a mano. L'errore più comune è trattare l'impasto come quello del pane e lavorarlo a forma di palla: i grissini si formano invece da un filone piatto, che dopo la lievitazione si taglia direttamente in strisce. Un altro sbaglio è stirarli con forza, strappando la pasta, oppure cuocerli in un forno troppo caldo, che li colora fuori lasciandoli morbidi dentro. Con un impasto sodo, una lievitazione unica e una cottura che li asciughi fino al cuore, si ottengono grissini croccanti dal primo all'ultimo morso.
Ingredienti
| Acqua tiepida | 270 ml |
| Lievito di birra fresco | 10 g |
| Malto d’orzo | 1 cucchiaino |
| Farina 0 | 500 g |
| Olio extravergine di oliva | 4 cucchiai |
| Sale | q.b. |
| Semola rimacinata di grano duro | 40 g |
Preparazione
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Prepara sul piano tutti gli ingredienti pesati. Sciogli il lievito e il malto in metà dell'acqua tiepida, a circa 25 gradi: il malto dà al lievito zuccheri facili da consumare e, in cottura, aiuta la crosta a colorire. Versa la farina in una ciotola e tieni a portata di mano l'olio e il sale.

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Versa l'acqua con il lievito sulla farina e comincia a impastare, poi aggiungi l'acqua rimasta, tre cucchiai d'olio e infine dieci grammi di sale. Trasferisci sulla spianatoia e lavora per dieci minuti, finché l'impasto è liscio, elastico e piuttosto sodo. Un impasto troppo morbido si affloscerebbe quando lo stiri.

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Stendi l'impasto con le mani in un rettangolo spesso due centimetri, largo circa quindici e lungo una trentina. Spennellalo con l'olio rimasto, coprilo con la pellicola e lascialo lievitare per un'ora e mezza in un luogo tiepido, finché è gonfio e morbido al tatto. L'olio in superficie impedisce che si secchi e che si formi una pelle.
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Accendi il forno a 200 gradi. Spolvera il filone con la semola, poi tagliane con un tarocco o un coltello strisce larghe un centimetro, tagliando di netto senza trascinare. Tieni le strisce nell'ordine in cui le tagli, ben spolverate di semola, perché non si attacchino fra loro.

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Prendi una striscia per le due estremità e allungala con delicatezza, allargando le braccia e facendola oscillare leggermente, finché arriva alla lunghezza della teglia. Non tirare di colpo: la pasta deve distendersi da sola sotto il suo peso. Se si assottiglia troppo in un punto, appoggiala e passa alla successiva.

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Disponi i grissini sulle teglie rivestite di carta da forno, distanziati di un dito l'uno dall'altro, così l'aria calda li cuoce in modo uniforme. Non lasciarli lievitare ancora: vanno in forno subito, per restare sottili.

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Cuoci una teglia alla volta nella parte centrale del forno per 15-18 minuti, finché i grissini sono dorati in modo uniforme. Negli ultimi tre minuti apri lo sportello per un istante, così l'umidità esce e si asciugano bene. Sforna e lasciali raffreddare sulla teglia.
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Quando sono freddi, spezzane uno per controllare la cottura: deve rompersi con un colpo secco e mostrare un interno asciutto e friabile, senza parti gommose. Se all'interno è ancora morbido, rimetti i grissini in forno spento ma caldo per dieci minuti.

Conservazione
I grissini si conservano per una settimana in dispensa, in una scatola di latta o in un sacchetto di carta ben chiuso, lontano dall'umidità. Se perdono croccantezza, bastano cinque minuti in forno a 150 gradi per farli tornare asciutti. Si possono congelare dopo la cottura per un mese; una volta scongelati vanno ripassati brevemente in forno.
Consiglio
Nel forno di famiglia i grissini si facevano con gli avanzi d'impasto della prima infornata, e mio nonno li stirava con un movimento delle braccia che a me, ragazzino, sembrava un gioco di prestigio. Ci ho messo anni per imparare a farli tutti della stessa grossezza, e ancora oggi nei miei corsi è il passaggio che fa ridere di più. Quando ho il lievito madre rinfrescato, ne uso 120 grammi al posto del lievito di birra, riducendo di un po' l'acqua e allungando la lievitazione a tre ore: i grissini vengono più saporiti e si conservano più a lungo. A volte, prima di stirarli, passo le strisce nei semi di sesamo o di finocchio. E quando nessuno mi vede, li mangio caldi, appena sfornati.