Il gattò di patate si presenta come un timballo rotondo e compatto, con una crosta superiore dorata e croccante al tatto, colorata dal pangrattato abbrustolito. A ogni taglio in fetta, si scopre un interno cremoso e morbido, dalle tonalità beige della patata attraversate da strisce scure del ragù e macchie bianche della mozzarella filante. L'impiattamento tradizionale prevede una o due fette nella ciotola o nel piatto piano, con un contorno di salsa di pomodoro intorno. L'odore che si sprigiona dal forno durante la cottura è inconfondibile: speziato dal ragù, avvolgente dalle patate, accenno di affumicato dal formaggio caramellato.
Gusto
Il sapore è ricco e corposo, dominato dal ragù di carne che imprégna ogni boccone di morbidezza e profondità. La patata fornisce una base cremosa e neutrale, mentre la mozzarella aggiunge un tocco filante e una nota di freschezza. L'uovo che lega il tutto conferisce una consistenza amalgamata e quasi piumosa. Si serve caldo, direttamente dal forno, con un contorno di sugo di pomodoro passato. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso leggero della Campania o semplicemente con pane tostato per raccogliere la crema rimasta nel piatto.
Benessere
- Le patate forniscono amido e carboidrati complessi che garantiscono un rilascio graduale di energia, oltre a vitamina C e vitamina B6.
- Il piatto contiene potassio dalle patate e dalla mozzarella, calcio dal formaggio, ferro dalla carne del ragù, oltre a magnesio utile al metabolismo.
- È un piatto molto saziante grazie all'unione di patate, proteine della carne e uova. Una porzione corretta lascia sazio per molte ore ed è indicato anche come piatto unico.
- La mozzarella di bufala campana, se utilizzata, porta acidi grassi insaturi che supportano la salute cardiovascolare, diversamente dai formaggi stagionati più grassi.
- Per equilibrare il pasto, abbinalo sempre a una verdura cotta o un'insalata verde di stagione, che fornirà fibre e vitamine per una digestione più facile.
- Falso mito da sfatare: Il gattò è un piatto pesante e indigesto solo se cucinato con dose eccessiva di formaggio o ragù poco cucinato. Se preparato con le giuste proporzioni, con un ragù di buona qualità cotto a lungo e una quantità moderata di mozzarella, risulta digeribile e tutt'altro che pesante. Chi soffre di reflusso gastrico dovrebbe tuttavia consumarne porzioni minori e non a sera tardi.
- 145 kcalEnergia
- 7 gProteine
- 6 gGrassi
- 3 gdi cui saturi
- 16 gCarboidrati
- 1 gdi cui zuccheri
- 1,5 gFibre
- 0,4 gSale
Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.
- 800 gPatate a pasta gialla
- 300 gRagù di carne (beef o misto cotto 3 ore)
- 250 gMozzarella fresca a cubetti
- 3Uova intere
- 80 gParmigiano reggiano grattugiato
- 100 gPangrattato
- 50 gBurro
- Sale e pepe q.b.Condimento
- 200 mlSugo di pomodoro (facoltativo)
- Cottura delle patateLava le patate, cuocile in acqua salata bollente per 20-25 minuti fino a che siano completamente tenere e un coltello le attraversi senza resistenza. Scola bene e lascia intiepidire leggermente prima di pelarle.
- Riduzione in cremaSchiaccia le patate calde con uno schiaccia patate o una forchetta, ottenendo una purea omogenea e senza grumi. Non usare il passaverdure, che renderebbe il composto troppo appiccicaticcio.
- Amalgamazione degli ingredientiIn una ciotola, versa la purea di patate ancora tiepida. Aggiungi le 3 uova intere, il Parmigiano reggiano grattugiato, 30 g di burro tagliato a pezzetti, il ragù freddo o tiepido e la mozzarella a cubetti. Mescola con una spatola di legno fino a ottenere un impasto omogeneo. Assaggia e correggi di sale e pepe.
- Preparazione dello stampoUnta una teglia rotonda o uno stampo cilindrico di diametro 20-22 cm con i restanti 20 g di burro. Cospargila uniformemente con pangrattato, rivoltandola in modo da ricoprire fondo e pareti. Versa il composto di patate all'interno, livella la superficie con una spatola bagnata.
- Copertura con pangrattatoCospargete la superficie con il restante pangrattato, premendo leggermente. Se desideri, aggiungi qualche pezzetto di burro in superficie per una doratura più ricca.
- Cottura al fornoInforna a 180°C per 40-45 minuti, finché la superficie non sia dorata e leggermente croccante al tatto. Il gattò è pronto quando premendo leggermente con un dito non cede morbidezza eccessiva, ma nemmeno è rigido.
- Riposo e sformaturaEstrai dal forno e lascia riposare 5-10 minuti. Passa una lama di coltello lungo i bordi dello stampo, poi capovolgi il gattò su un piatto da portata. Se prepari il sugo, versane un po' intorno. Servi caldo a fette.
L'errore da non fare
Non unire gli ingredienti quando le patate sono ancora troppo calde, perché l'uovo potrebbe cuocersi in pezzi e il composto risulterebbe granuloso invece di cremoso. Aspetta che la purea si intiepidisca leggermente prima di mescolare. Inoltre, non comprimere troppo il composto nello stampo durante la preparazione: deve rimanere leggermente friabile, altrimenti l'interno asfissiato non cuocerà correttamente e resterà denso.
I nostri consigli
- Il gattò si conserva in frigorifero coperto per 3-4 giorni e si riscalda bene in forno a 160°C per 15 minuti. È anche congelabile: avvolgi le singole fette in carta da forno e conservale per un mese, cuocendole direttamente dal freezer aggiungendo 5 minuti di tempo.
- Puoi preparare una versione più leggera sostituendo metà della mozzarella con ricotta fresca passata al colino, mantenendo il gusto e riducendo i grassi saturi.
- Abbinalo a un contorno di zucchine in umido o melanzane soffritte, che tagliano la ricchezza del piatto e lo rendono più equilibrato.
- Usa un ragù fatto in casa, cucinato lentamente per almeno 3 ore: il sapore è incomparabile rispetto ai ragù già pronti e la carne si disgrega naturalmente, incorporandosi meglio nel composto.
Quando prepararla
Il gattò è ideale durante i mesi freddi da ottobre a marzo, quando la cucina di casa accogliendo il forno acceso. È perfetto per pranzi domenicali in famiglia, cene di festa o come piatto da portare a una riunione di amici. Essendo sostanzioso e saziante, è particolarmente indicato come piatto principale in inverno, abbinato a un'insalata cruda o a un contorno di verdure cotte.
Domande frequenti
- Posso fare il gattò senza ragù? Sì, puoi sostituire il ragù con prosciutto cotto a cubetti e una salsa besciamella leggera, oppure con soli formaggi e verdure soffritte. Il risultato sarà diverso ma ugualmente valido.
- Che differenza c'è tra gattò e pasticcio di patate? Il gattò è tipicamente napare, ha un rapporto più alto di uova e ragù, ed è cotto sempre dentro uno stampo. Il pasticcio è preparato liberamente, spesso stratificato in teglia e senza forma precisa.
- Come faccio a sapere se il gattò è cotto dentro? Infila uno stecchino di legno nel centro: deve uscire pulito o con piccolissimi residui. Se escono frammenti di impasto crudo, continua la cottura per altri 5 minuti.
- Posso usare patate diverse? Sì, ma prediligi patate a pasta gialla o crema, che quando cotte danno una purea più omogenea. Evita le patate dolci per questa ricetta: cambierebbero troppo il gusto tradizionale.