Il fritto misto piemontese si presenta come un piatto generoso, con una varietà ordinata di ingredienti dorati e croccanti disposti nel piatto: fette di melanzana, cuori di verza, carciofi tagliati in spicchi, mele affettate, piccoli pezzi di pollo e forse qualche fetta sottile di formaggio vaccino, il tutto con una crosticina marrone-dorata uniforme. La pasta che li riveste è sottile, quasi trasparente, e si nota dalla superficie brillante e leggermente oleata ma non unto. Intorno, una guarnizione di prezzemolo fresco verde e fette di limone completano l'impiattamento tradizionale.

Gusto

Il fritto misto piemontese offre una serie di sapori distinti, uno diverso dall'altro: le melanzane mantengono una dolcezza quasi affumicata, la verza un gusto verde appena amaro, i carciofi una nota leggermente terrosa, la mela una freschezza lieve. Le carni rimangono succose dentro, il formaggio diventa cremoso al centro pur rimanendo compatto. La pasta leggera non prevale su nessuno di questi ingredienti. Si mangia caldo appena fritto, accompagnato da limone e magari una salsa delicata, e si sposa bene con un vino bianco fresco o una birra leggera.

Benessere

Preparazione25 min
Cottura20 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare gli ingredientiTaglia le melanzane in fette spesse 1 centimetro e mettile in una ciotola con sale; lascia riposare 10 minuti perché rilascino l'umidità in eccesso, quindi asciugale bene con carta assorbente. Pulisci i carciofi eliminando le foglie dure e il fieno interno, dividi ciascuno in quattro spicchi, immergili in acqua e limone per evitare che anneriscono. Taglia il pollo in strisce sottili, affetta le mele senza sbucciarle (o dopo averle sbucciate se preferisci), e taglia il formaggio in rettangoli di circa 8 cm per 3 cm.
  2. Preparare la verzaSepara i fogli di verza e sciacqua. Taglia il cavolo in strisce larghe circa 3 centimetri, mantieni i pezzi compatti in modo che non si disgreghi durante la frittura. Se la verza è molto cruda, puoi farla appassire leggermente in padella senza grasso per 2-3 minuti.
  3. Preparare la pastellaIn una ciotola versa la farina, aggiungi sale e pepo a piacere. Fai un buco nel centro e versa le uova leggermente sbattute. Versa lentamente l'acqua frizzante fredda (o il latte) mentre mescoli con una frusta, creando una pastella liscia e fluida, non troppo densa. Aggiungi 1 cucchiaio di olio di semi. La consistenza giusta è simile a quella di una pastella per crêpes: scorre nel piatto ma non è liquida come acqua. Lascia riposare in frigorifero per almeno 10 minuti.
  4. Scaldare l'olioVersa l'olio di semi in una padella profonda o in una pentola alta almeno 10 centimetri. Scalda l'olio a 170-180 °C: la temperatura corretta si controlla con un termometro da cucina oppure con il test dello stuzzicadenti, che deve friggere immediatamente senza bruciare. Se la temperatura è troppo bassa la frittura assorbirà olio e resterà molle; se troppo alta i pezzi bruceranno fuori e resteranno crudi dentro.
  5. Friggere gli ingredientiTuffa pochi ingredienti alla volta nella pastella, rivolgili bene e poi immergili delicatamente nell'olio caldo. Inizia con gli ingredienti che richiedono più tempo: prima i carciofi crudi (3-4 minuti), poi le melanzane e la verza (2-3 minuti), poi il pollo (2 minuti), infine le mele e il formaggio (1-2 minuti). Ogni ingrediente va fritto per un tempo diverso perché raggiungano la giusta doratura. Estrai i pezzi con una schiumarola non appena diventano dorati e mettili su carta assorbente per scolare l'olio in eccesso. Mantieni l'olio sempre a temperatura corretta tra una frittura e l'altra.
  6. Salare e drenareMentre i fritti sono ancora caldi su carta assorbente, cospargi leggermente con sale fino. In questo modo l'olio continua a drenare e il sale aderisce meglio. Se accumuli troppo olio sulla carta, trasferisci i pezzi su un'altra carta asciutta dopo 2-3 minuti.
  7. Impiattare e servireDisponi i fritti ancora caldi nel piatto, alternando gli ingredienti per varietà visiva. Guarnisci con prezzemolo fresco tritato grossolano e accompagna con spicchi o fette di limone fresco. Servi immediatamente. Non tenere in caldo perché la croccantezza della pastella scompare; il fritto misto deve arrivare in tavola entro pochi minuti dalla cottura dell'ultimo elemento.
Fritto misto piemontese: croccantezza avvolgente che nutre senza appesantire
Fritto misto piemontese: croccantezza avvolgente che nutre senza appesantire
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

L'errore da non fare

L'errore più grave è usare olio a temperatura troppo bassa: gli ingredienti assorbono olio invece di friggere, risultano grassi e molli dentro. Un altro errore comune è friggere troppi pezzi contemporaneamente, il che abbassa bruscamente la temperatura dell'olio e allunga i tempi di cottura. Non aggiungere farina alla pastella mentre friggi nella speranza di renderla più croccante: il risultato è una pastella densa e appiccicosa che non si stacca dall'ingrediente. Infine, non aspettare che tutto sia caldo a temperatura giusta prima di cominciare: iniziare con olio tiepido significa le prime fritture assorbiranno olio e quelle ultime bruceranno.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il fritto misto piemontese va preparato soprattutto in autunno e inverno, quando i carciofi freschi, la verza e le mele sono al loro picco di qualità e prezzo. È un piatto perfetto per occasioni speciali in famiglia, per una cena tra amici, oppure il fine settimana quando hai tempo di seguire la cottura. In estate è meno frequente, ma nulla vieta di prepararlo con le verdure estive disponibili.

Domande frequenti