La fonduta piemontese si presenta come un velo di formaggio cremoso, denso ma scorrevole, di colore giallo avorio omogeneo, servito nel pentolino di cottura ancora caldo. La superficie è liscia e brillante, il formaggio aderisce dolcemente al cucchiaio di legno, filante senza grumi. Attorno, i pezzetti di pane bianco tostato in piatto bianco, pronti a immergervisi. Se presente, il tartufo nero grattugiato in superficie aggiunge piccoli tratti scuri che spiccano sul giallo chiaro del formaggio fuso.

Gusto

Ha il sapore ricco e burro della fontina d'Aosta, liscio e un po' dolciastro naturale, senza punte acide. Il tuorlo aggiunto in cottura rende il composto cremoso e vellutato in bocca. Se prepari la ricetta con il tartufo, la nota aromatica speziata e umida del tartufo si posa in sottofondo, elegante e discreta. Si serve dal pentolino direttamente nel piatto, con cucchiaio di legno, immergendovi pane bianco tostato, grissini o verdure crude come mele o castagne bollite. L'abbinamento tradizionale è con vini bianchi del Piemonte, come il Moscato d'Asti o un Gavi fresco.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione10 min
Cottura8 min
Difficoltàmedia
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Tagliere il formaggioTogli la fontina dal frigorifero e tagliala a cubetti piccoli, circa 1 centimetro. Così fonde meglio e più velocemente senza grumi.
  2. Prepara il bagnomariaRiempi una pentola più grande di acqua calda, non bollente. Appoggia un pentolino di metallo o ceramica sopra, senza far toccare il fondo dall'acqua. Qui cuocerai la fonduta. Accendi il fuoco basso.
  3. Scalda il latteNel pentolino a bagnomaria, versa il latte e il burro. Mescola con cucchiaio di legno per 2 minuti finché il burro non si scioglie. Il latte deve intiepidirsi appena, non bollire mai.
  4. Aggiungi il formaggioVersa i cubetti di fontina poco alla volta, mescolando continuamente con il cucchiaio di legno in movimento circolare. Ogni aggiunta deve fondere prima di aggiungere la successiva. Ci vogliono circa 4 minuti totali affinché tutto il formaggio sia omogeneo e cremoso.
  5. Incorpora i tuorliIn una tazza, sbatti rapidamente i 4 tuorli d'uovo con una forchetta. Quando il formaggio è completamente fuso e liscio, versa i tuorli poco alla volta, sempre mescolando con il cucchiaio di legno. Fai attenzione: il movimento deve essere lento e costante per evitare che i tuorli si cuociano e formino grumi. Impiega 2 minuti per incorporarli tutti. La fonduta diventa ancora più cremosa e vellutata.
  6. Condisci e aromatizzaAggiungi un pizzico di noce moscata e un po' di pepe bianco. Mescola ancora 30 secondi. Se usi il tartufo, grattiane 6-7 grammi direttamente nel pentolino e mescola brevemente, oppure conserva il resto per cospargere in superficie al momento di servire.
  7. Porta in tavolaTrasferisci il pentolino su un sottobicchiere o uno scaldavivande. Tieni il fuoco del bagnomaria molto basso per mantenere la fonduta calda e cremosa. Servi subito con il cucchiaio di legno, immergendo il pane bianco tostato. Se la fonduta si raffredda, rimescola leggermente sopra il bagnomaria.

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere la fonduta a fuoco diretto e troppo alto. Il formaggio si impalla, si stacca dai grassi e diventa filamentoso e gommoso, non cremoso. Sempre e solo bagnomaria a fuoco basso: il calore deve essere dolce e indiretto. Un secondo errore è versare i tuorli d'uovo troppo velocemente o a formaggio ancora troppo caldo: i tuorli si cuociono istantaneamente e formano grumi, rovinando la texture liscia. Aggiungi i tuorli solo dopo aver tolto il pentolino dal fuoco per 15 secondi, così il calore è tiepido.

I nostri consigli

Quando prepararla

La fonduta piemontese è un piatto invernale per eccellenza, perfetto da ottobre a febbraio quando il clima è freddo e una cena calda è gradita. È ideale per cene conviviali, per coppie, per riunioni familiari serali. Il tartufo nero fresco, se lo desideri, è migliore in novembre e dicembre, mentre il tartufo conservato è reperibile tutto l'anno.

Domande frequenti