Vi è mai capitato di aprire un baccello di fave appena colto e ritrovarvi una texture così cremosa da sembrare quasi un imbroglio della natura. Questo piatto nasce da lì: dalla semplicità di unire quello che la primavera regala con le mani. In mensa abbiamo scoperto che i ragazzi, quando vedono fave fresche senza complessità inutili, smettono di girarle nel piatto. Basta un buon formaggio, un gesto di olio, pane. È cucina vera.

Preparazione15 min
Cottura3 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagioneprimavera
Ingredienti
  1. Shuciare le faveAprite i baccelli con le dita e estraete le fave. Mettetele in una ciotola. Se le fave sono molto grandi e la pellicina esterna è spessa, potete sbollentarle per 2 minuti in acqua salata, scolarle e togliere la pelle con delicatezza.
  2. Lessare leggermentePortate a ebollizione una pentola con acqua salata. Immergete le fave per 2-3 minuti soltanto: devono restare croccanti e non diventare poltiglia. Fate la prova: una fava deve cedere ai denti ma senza disfarsi.
  3. Scolare e raffreddareVersate le fave in uno scolapasta e lasciatele raffreddare per qualche minuto a temperatura ambiente. Se usate fave giovanissime, potete anche saltare il passaggio della cottura e servirle crude, perfette come sono.
  4. Preparare il formaggioTagliate il formaggio a dadini irregolari di 1,5-2 centimetri. Se usate ricotta salata, il coltello deve essere ben affilato per ottenere un taglio netto.
  5. Assemblare il piattoDistribuite le fave calde o tiepide nei piatti fondi. Aggiungete i dadini di formaggio, versate l'olio a filo, salate e pepate leggermente. Mescolate con un gesto gentile: il calore della fava ammorbidisce il formaggio senza scioglierlo completamente.
  6. Servire subitoAccompagnate con il pane tostato caldo. Se amate la menta fresca, strappatene qualche foglia sopra il piatto all'ultimo momento. Servite così, senza aspettare.

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere le fave troppo a lungo. Se le lessate oltre i 5 minuti, perdono la texture e diventano una purea poco interessante. Ricordate che in mensa abbiamo sempre peccato per eccesso di cautela: il risultato era un piatto piatto. Le fave devono mantenere quella leggerezza primaverile, quasi una promessa che la cucina non ha ancora rovinato.

I nostri consigli

Quando prepararla

Questo piatto appartiene ai mesi di aprile, maggio e prima metà di giugno, quando le fave fresche arrivano nei mercati ancora tenere e dolci. Dopo l'estate, le fave diventano dure e fibriche: peccato. È il piatto che scegliete quando volete ricordare che la primavera non dura per sempre, e che mangiare con le stagioni non è un'ossessione ma una scelta di gusto puro.

Domande frequenti