I «culurgiones d'oru» presentano una forma allungata e leggermente schiacciata, con una superficie dorata e irregolare dal fritto. Il colore è un ambrato brillante, quasi caramellato ai bordi più sporgenti. La glassa di miele copre la superficie con gocce che brillano alla luce, e i granelli di mandorla tostata aderiscono qua e là. All'interno, appena si taglia, appare il ripieno beige-nocciola delle mandorle tritate, solcato da filamenti di miele denso che hanno assorbito i sapori delle spezie. Il piatto si serve a temperatura ambiente, spesso con un bicchiere di vino dolce accanto.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, costruito sulla mandorla tostata che gioca con le note calde della cannella e la delicata speziatura del pepe. Il miele lega tutto, lasciando quella sensazione di cremosità che contrasta con la pasta fritta croccante. In bocca la consistenza è netta: croccantezza immediata, poi morbidezza mielosa. Si mangia bene con un moscato o un vermentino freddo, che taglia la dolcezza con una leggera acidità.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione45 min
Cottura20 min
Difficoltàmedia
Porzioni20 culurgiones
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare l'impastoIn una ciotola mescola farina, semola e sale. Fai un fontana e versaci il vino bianco e l'olio di oliva lentamente. Impasta con le mani circa 8 minuti finché non ottieni una pasta omogenea, morbida ma non appiccicosa. Lascia riposare coperta con un canovaccio umido per 30 minuti a temperatura ambiente.
  2. Preparare il ripienoToasta le mandorle sgusciate in una padella asciutta a fuoco medio per 5 minuti, muovendo spesso, finché non profumano intensamente. Lasciale intiepidire, poi tritale grossolanamente con un coltello o un tritatutto. Versa le mandorle in una ciotola, aggiungi il miele, la cannella e il pepe. Mescola bene: il ripieno deve essere uniforme e leggermente appiccicaticcio.
  3. Stendere e ritagliare l'impastoInfarina leggermente il piano di lavoro. Prendi l'impasto riposato e stendilo con un mattarello fino a uno spessore di circa 2 millimetri. Con un coltello o un rotelle per pasta, ricava rettangoli di circa 8 centimetri per 6. Lavora in piccoli lotti: l'impasto asciuga rapidamente.
  4. Riempire i culurgionesSu ogni rettangolo di pasta posiziona circa un cucchiaio di ripieno al centro. Piega il rettangolo a metà chiudendo bene i bordi con le dita umide, creando una forma allungata, quasi a mezzaluna appiattita. Premi bene i bordi per sigillare e evita bolle d'aria dentro.
  5. Friggere i culurgionesScalda l'olio di arachide in una padella profonda a 170 gradi, controllando con un termometro da cucina. Immergi i culurgiones con una schiumarola, pochi per volta, senza affollare la padella. Friggili per 2-3 minuti per lato finché diventano dorati uniformemente. Estrai con la schiumarola e poggia su carta assorbente.
  6. Glassare con il mieleScaldi leggermente il miele a bagnomaria senza farlo bollire, giusto finché diventa fluido e versabile. Passa i culurgiones ancora caldi in una ciotola con il miele tiepido, girandoli delicatamente con un cucchiaio di legno. Riposa su un piatto o una griglia, cospargi subito le mandorle tostate tritate. Lascia asciugare e raffreddare a temperatura ambiente.

L'errore da non fare

Non stendere l'impasto troppo spesso e non risparmiare sulla sigillatura dei bordi. Se la pasta è più di due millimetri rimane cruda dentro durante la frittura, e se i bordi non sono ben chiusi il ripieno esce e brucia nell'olio. Un altro errore comune è friggere a temperatura troppo alta: l'esterno si brucia mentre l'interno resta crudo, oppure il dolce assorbe troppo olio se la fiamma è troppo bassa. Controlla sempre con un termometro.

I nostri consigli

Quando prepararla

I culurgiones si fanno tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzati nei mesi invernali, da novembre a febbraio, quando il clima freddo consente una conservazione più facile. Tradizionalmente si preparano per festività e celebrazioni familiari, specie intorno alle festività natalizie, quando servono come dolce da regalare o portare in tavola. Il resto dell'anno rimangono perfetti per chi ama i dolci fritti e cerca qualcosa di sostanzioso, non leggero.

Domande frequenti