La crescenza al tartufo si presenta come una massa bianca e vellutata, con venature nere date dal tartufo grattugiato disperso nell'impasto. Il piatto è liscio e lucido, talvolta guarnito con una scaglia di tartufo sulla superficie. Si serve fredda in una ciotola poco profonda oppure impiattato con un cucchiaio da portata, accompagnato da pane tostato o crackers. Il colore è avorio puro, interrotto dalle macchie scure caratteristiche del tartufo, che creano un contrasto visivo elegante e sobrio.

Gusto

Il sapore è delicato e burroso, caratteristico della crescenza fresca, ma con una nota aromatica intensa e muschiata che il tartufo rilascia. Il profumo è persistente e inconfondi bile, quasi terroso, che non copre il gusto dolciastro del formaggio ma lo amplifica. Si serve a temperatura di frigorifero, per mantenere la cremosità, e si accompagna tradizionalmente con pane bianco, cracker integrali o con un calice di vino bianco fresco.

Benessere

Preparazione10 min
Cottura0 min
Difficoltàfacile
Porzioni6 persone
Costoalto
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  1. Preparare la baseEstrai la crescenza dal frigorifero 30 secondi prima di lavorarla. Rovescia il contenitore in una ciotola di ceramica o vetro e rompi il formaggio con un cucchiaio di legno, inumidisci il cucchiaio con poca acqua fredda se tende ad attaccare. Deve restare freddo al tatto.
  2. Incorporare il tartufoGrattugia il tartufo nero fresco con una microplanetta direttamente sulla crescenza. Mescola delicatamente con movimenti dal basso verso l'alto, cercando di non riscaldare l'impasto con le mani. Il tartufo deve distribuirsi in modo omogeneo. Se usi tartufo congelato grattugiato, aggiungi una quantità leggermente maggiore perché ha meno concentrazione di profumo.
  3. Aggiungere panna e burroVersa la panna fredda poco a poco, circa 15-20 ml per volta, mescolando sempre dal basso verso l'alto. La crescenza deve diventare più morbida e cremosa, ma non liquida. Aggiungi il burro ammorbidito e mescola altri 2-3 minuti fino a che la consistenza sia vellutata e omogenea.
  4. Regolare sapore e consistenzaAssaggia e aggiungi un pizzico di sale marino fine e una macinata di pepe bianco. Se la miscela risulta troppo densa, versa ancora un po' di panna, 5 ml alla volta. Se resta troppo morbida, lascia riposare 5 minuti in frigorifero: la crescenza continua a legare gli altri ingredienti. La consistenza finale deve essere spalmabile ma che non coli dal cucchiaio.
  5. Trasferire e riposareVersa il composto in una ciotola di servizio da frigorifero, livella la superficie con il dorso di un cucchiaio bagnato. Copri con pellicola trasparente e riposa in frigorifero per almeno 2 ore, durante le quali il profumo del tartufo si distribuisce in modo ancora più intenso.
  6. Guarnire e servirePoco prima di servire, grattugia le scaglie di tartufo fresco sulla superficie oppure posiziona una sottile fetta di tartufo al centro. Non togliere dalla ciotola, servi direttamente con un cucchiaio da portata. Accompagna con pane bianco tostato, crackers integrali o grissini.
Crescenza al tartufo: cremosità vellutata che nutre con proteine e minerali
Crescenza al tartufo: cremosità vellutata che nutre con proteine e minerali
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo le marche, il tipo di crescenza utilizzata e la quantità di tartufo aggiunto.

L'errore da non fare

Non scaldare mai gli ingredienti durante la preparazione: il calore fa perdere al tartufo il profumo volatile e rende la crescenza dura e granulosa. Usa sempre ingredienti freddi di frigorifero e mescola con movimenti lenti, senza fretta. Un altro errore frequente è usare troppo tartufo: 20 grammi ogni 500 di crescenza sono la dose giusta. Se eccedi, il sapore diventa acre e predominante, coprendo l'equilibrio delicato del formaggio.

I nostri consigli

Quando prepararla

La crescenza al tartufo è un piatto autunnale e invernale, quando il tartufo nero è stagionale e di migliore qualità. La prepari nel fine settimana se hai ospiti, oppure a inizio settimana per avere un antipasto pronto in frigorifero per cene improvvise. È ideale durante i mesi freddi, da novembre a febbraio, quando il formaggio fresco mantiene meglio la cremosità e il profumo del tartufo si sprigiona lentamente e aromaticamente.

Domande frequenti