Le «crescentine piemontesi» sono frittelle dall'aspetto irregolare e informale, dorate in superficie con leggere macchie croccanti, gonfie dentro come un cuscino morbido. La forma non è simmetrica: ogni pezzo ha contorni ondulati e naturali, una dimensione che varia dai dieci ai quindici centimetri. Dentro rimangono soffici e quasi umide, mentre la crosta esterna, sia che vengano cotte in forno sia fritte, sviluppa una leggera fragranza di burro e il piacere della croccantezza al morso. Si servono calde, spesso su un piatto di legno, cosparse solo di sale grosso, oppure accompagnate da salumi, formaggi freschi o conserve.

Gusto

Il sapore è delicato e neutro, con una sottile nota salata e la ricchezza del burro che emerge dalla morbidezza dell'impasto. Non sono dolci né savory decisi: la loro tradizione le vuole versatili, capaci di stare accanto a una mortadella o a un cucchiaio di mostarda. La consistenza cambia tra il primo morso, dove la crosta si rompe, e il boccone successivo, dove la morbidezza prende il sopravvento. Vanno mangiate subito, ancora tiepide, perché perdono quella qualità morbida e croccante insieme quando si raffreddano.

Benessere

Preparazione20 min
Cottura25 min
Difficoltàfacile
Porzioni8 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Attiva il lievitoSbriciolate il lievito di birra fresco in una ciotola con 50 millilitri di acqua tiepida. Lasciate riposare 5 minuti finché non si scioglie completamente.
  2. Prepara l'impastoVersate la farina in una ciotola grande, aggiungete il sale. Create un buco al centro e versatevi dentro il lievito sciolto. Cominciate a mescolare con le dita, aggiungendo il resto dell'acqua tiepida poco a poco, fino a formare un impasto irregolare e appiccicaticcio, non omogeneo.
  3. Incorpora il burroAggiungete il burro tagliato a piccoli pezzi durante l'impasto. Continuate a mescolare per 10 minuti fino a quando il burro non è completamente incorporato e l'impasto risulta morbido e leggermente appiccicaticcio. Non deve essere liscio, ma piuttosto rustico.
  4. Prima lievitazioneTrasferite l'impasto in una ciotola unta di olio. Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare a temperatura ambiente per 45-60 minuti, finché non raddoppia di volume.
  5. Porzioni e riposoDividete l'impasto lievitato in 8-10 porzioni. Formate delle palle senza compattare troppo, mantenendo l'aria dentro. Disponetele su una teglia rivestita di carta forno, coprite di nuovo e lasciate riposare 20 minuti.
  6. Cottura in fornoScaldare il forno a 200 gradi Celsius. Appiattite leggermente ogni palla con il palmo della mano, creando un disco di circa un centimetro di spessore. Infornate per 20-25 minuti finché le crescentine si gonfiano e diventano dorate in superficie.
  7. FinituraAppena sfornate, cospargete le crescentine ancora calde con sale grosso. Servite tiepide, preferibilmente entro un'ora dalla cottura.
Crescentine Piemontesi: fritte croccanti e leggere che nutrono senza appesantire
Crescentine Piemontesi: fritte croccanti e leggere che nutrono senza appesantire
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

L'errore da non fare

Non impastare troppo vigorosamente dopo aver aggiunto il burro. L'impasto deve rimanere irregolare e con aria, altrimenti le crescentine risulteranno compatte e dense invece che gonfie. Allo stesso modo, non schiacciare con forza le palle prima di infornare: il contatto leggero con il palmo è sufficiente. Un altro errore comune è cuocere in forno troppo caldo o troppo a lungo, che fa bruciare la crosta esterna senza far gonfiare l'interno.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le crescentine piemontesi si adattano a ogni stagione e si preparano tradizionalmente durante i giorni di festa, negli aperitivi di fine settimana o quando serve una ricetta che unisce semplicità e soddisfazione. In inverno, calde dal forno, accompagnano naturalmente i salumi stagionali. Non hanno una ricorrenza precisa, ma rientrano nei piatti della tradizione popolare piemontese che trovano spazio a tavola tutto l'anno, specialmente quando ci sono ospiti.

Domande frequenti