Le ciambelle di polenta sono piccoli anelli di pasta gialla, friabili e croccanti, dalla superficie dorata e uniforme. Hanno il diametro di una noce e spessore di circa mezzo centimetro, infarinati leggermente di zucchero semolato che crea una patina bianca e brillante. L'impasto ha una compattezza delicata, senza umidità apparente, e quando le si rompe si sente il leggero crepitio della friabilità. Arrivano al piatto disposte in mucchio ordinato, ancora tiepide, con quel profumo di mais tostato che caratterizza la polenta buona.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, con la nota caratteristica del mais che emerge leggera e gradevole. La polenta porta con sé una sottile asprezza che equilibra lo zucchero, mentre il burro aggiunge morbidezza. Si mangia spezzando la ciambella tra le dita, perfette per la colazione accanto al caffè o al latte caldo, oppure come merenda pomeridiana. Tradizionalmente si accompagnano con caffellatte, oppure con vino dolce o moscato per chi le preferisce a fine pasto.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione15 min
Cottura12 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costobasso
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare l'impastoIn una ciotola larga, lavora il burro morbido con lo zucchero con una forchetta o le mani per 3-4 minuti fino a ottenere un composto cremoso e pallido. Aggiungi le uova una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Incorpora la polenta setacciata, la farina, il sale e la vaniglia o la buccia di limone. Mescola fino a che l'impasto non sia omogeneo e compatto, senza grumi.
  2. Formare le ciambelleVersa l'impasto in una tasca da pasticcere dotata di beccuccio liscio da 12 millimetri di diametro. Su un foglio di carta da forno, spremi piccole porzioni d'impasto formando anelli di circa 5 centimetri di diametro, lasciando 2 centimetri di distanza tra uno e l'altro. Se preferisci, puoi formare pallini e fare un buco al centro con il dito.
  3. Scaldare l'olioIn una pentola fonda versa olio di semi a una profondità di 4-5 centimetri. Scalda a 170 gradi Celsius. Per controllare la temperatura, immergi un piccolo pezzetto di impasto: deve friggere lentamente con piccole bollicine, non esplodere improvvisamente.
  4. Friggere le ciambelleCon una spatola o pinza, solleva i dischetti di carta da forno e tuffali delicatamente nell'olio insieme. Dopo 15-20 secondi la carta si staccherà da sola e galleggeranno. Friggi per 3-4 minuti finché non diventano dorate su un lato, poi girali e cuocili altri 2-3 minuti fino a doratura uniforme. Non farle scurire troppo o diventeranno amare.
  5. Scolare e zuccherareEstrai le ciambelle con una schiumarola e appoggia su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Mentre sono ancora tiepide, passale nello zucchero semolato, girandole delicatamente affinché si infarinino su entrambi i lati.
  6. RaffreddamentoTrasferisci le ciambelle su un piatto e lasciale raffreddare completamente per 20-30 minuti. Quando saranno fredde, diventeranno croccanti. Mangiaci entro poche ore dal momento della preparazione, quando sono ancora fragranti.

L'errore da non fare

Non friggere le ciambelle a temperature troppo alte. Se l'olio è oltre i 175 gradi, la superficie si indurisce e crolla mentre l'interno rimane crudo. Allo stesso modo, una temperatura troppo bassa le rende oleose e mollicce. La velocità di doratura giusta deve essere 5-6 minuti totali. Un altro errore frequente è zuccherarle quando sono ancora bollenti: lo zucchero si caramella male e crea una patina dura. Zucchera quando sono solo tiepide, pochi minuti dopo la frittura.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le ciambelle di polenta sono perfette tutto l'anno, ma trovano il loro momento migliore in autunno e inverno, quando il caldo non velocizza l'irrancidimento dell'olio di frittura. Sono ideali per la colazione domenicale quando hai tempo di stare ai fornelli, oppure come sorpresa golosa da portare a scuola o in ufficio. Non necessitano di ricorrenze particolari, proprio perché sono semplici e rustiche.

Domande frequenti