Il Castelmagno si presenta come un formaggio compatto, di colore paglierino sfumato di grigio, percorso da venature blu naturali che formano striature irregolari. La pasta è semidura, leggermente friabile, con una frattura netta e cristallina al taglio. Quando lo servi su una tavola di legno naturale o su un piatto di ceramica, le venature blu saltano subito all'occhio, contrastando con il colore di fondo del formaggio. La crosta è sottile, di colore giallo paglierino con tracce di muffe naturali, e risulta parzialmente edibile.

Gusto

Il sapore del Castelmagno è deciso e leggermente piccante, con note salate e una punta di aromaticità balsamica dovuta alla naturale presenza di muffe blu. È un formaggio che non scappa: ha carattere e lascia un retrogusto persistente sulla lingua. Lo si degusta meglio a temperatura ambiente, spezzando il pezzo con le dita per rompere la pasta e lasciarla sciogliere lentamente in bocca. Si abbina bene con miele millefiori, pere mature, noci tostate e pane di segale. Un calice di Barbera d'Alba o di Nebbiolo piemontese accompagna naturalmente questa esperienza.

Benessere

Preparazione5 min
Cottura0 min
Difficoltafacile
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Lasciare il Castelmagno a temperatura ambienteEstrai il Castelmagno dal frigorifero 20 minuti prima della degustazione, poggialo su un piatto di ceramica o legno naturale, lasciandolo raggiungere una temperatura di circa 16-18 gradi. Questo permette ai sapori di svilupparsi pienamente.
  2. Preparare il paneTaglia il pane integrale in fette di mezzo centimetro di spessore, disponile su una griglia a forno preriscaldato a 180 gradi per 8-10 minuti finché diventano croccanti e leggeri dorati ai bordi. Togli dal forno e lascia raffreddare per 2 minuti.
  3. Tostare le nociDisponi le noci sgusciate su una padella antiaderente a fuoco medio-basso per 3-4 minuti, mescolando ogni 30 secondi, finché non iniziano a profumare intensamente. Versa in una ciotolina di ceramica e lascia intiepidire leggermente.
  4. Pulire e tagliare le pereLava le pere sotto acqua fredda, asciugale con carta assorbente, taglia il frutto in quarti, elimina la parte centrale con i semi e disponi su un piatto a parte. Le pere leggermente croccanti rendono ancora più gradevole il contrasto con la densità del formaggio.
  5. Tagliare e disporre il CastelmagnoCon un coltello affilato e pulito dopo ogni taglio, taglia il Castelmagno in fette di circa un dito di spessore, disponile leggermente sfalsate su un piatto da portata di legno naturale. Le venature blu devono essere visibili e ben evidenziate.
  6. Comporre la tavola di degustazioneNel piatto principale disponi il Castelmagno al centro, le fette di pane tostato su un lato, le noci tostate in una ciotolina, le pere in un'altra, il miele in una piccola ciotola con un cucchiaino. Versa leggermente olio extravergine in una scodellina a parte per chi lo desideri.
  7. ServireVersa un calice di vino rosso piemontese per ogni commensale e invita gli ospiti a combinare i bocconi secondo il gusto personale: formaggio con pane tostato, noci, pera e un velo di miele forma la degustazione più armoniosa.
Castelmagno fondente: cremosità che nutre le ossa con calcio puro
Castelmagno fondente: cremosità che nutre le ossa con calcio puro
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sulla composizione tipica del Castelmagno DOP stagionato 60 giorni. Variano secondo il grado di stagionatura e il produttore.

L'errore da non fare

L'errore più frequente è portare il Castelmagno in tavola direttamente dal frigorifero. Se è troppo freddo, la pasta rimane compatta e dura, i sapori sono attutiti e l'esperienza di gusto risulta piatta. Il formaggio deve respirare e ammorbidirsi leggermente. Secondo errore: usare un coltello sporco o bagnato. La lama deve essere sempre asciutta e pulita tra un taglio e l'altro, altrimenti le venature blu si diluiscono e l'aspetto del formaggio si deteriora.

I nostri consigli

Quando prepararla

Una tavola di degustazione con Castelmagno si prepara bene tutto l'anno, ma risulta particolarmente gradevole nei mesi autunnali e invernali quando le pere sono al massimo della maturazione e le noci appena raccolte. È perfetta per fine pasto dopo un pranzo o una cena tradizionale, oppure come momento conviviale nei pomeriggi fermi di novembre e dicembre, quando il desiderio di sapori robusti e consapevoli cresce naturalmente.

Domande frequenti