La «cassoela» si presenta nel piatto come uno stufato corposo e avvolgente: pezzi di carne di maiale fra i quali costine e cotenna affondano in una verza cotta a lungo fino a quasi dissolversi, il tutto legato da un brodo denso e marrone, grasso e saziante. Il colore è il marrone scuro della carne rosolata, il verde spento della verza stracotta. Non è un piatto elegante: è un piatto vero, che sa di cantina e di fuoco lento.

Gusto

La «cassoela» ha un sapore profondo, quasi umami, dove la carne di maiale - soprattutto le costine e la cotenna - cede gelatina e grasso al brodo, e la verza diventa dolce dopo le ore di cottura. Non è piccante, non è acido: è rassicurante. Si serve calda dal fondo della pentola, con pane o polenta per raccogliere il sugo. La tradizione milanese la accompagna con la «polenta cremosa» o con pane di segale tostato.

Benessere

Preparazione20 min
Cottura120 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagioneautunno, inverno
Ingredienti
  1. Rosolare la carneIn una pentola a fondo spesso, scaldare un po' d'olio o riscaldare la pentola asciutta. Aggiungere i dadini di pancetta e farli sciogliere per 3-4 minuti a fuoco medio. Posizionare le costine e la spalla sul fondo della pentola, farle dorare per 5-6 minuti per lato fino a prendere colore. Non coprire, lascia che il calore secco sigilli la carne.
  2. Aggiungere il soffrittoTogliere la carne dal fuoco e metterla da parte su un piatto. Nella stessa pentola, aggiungere la cipolla tagliata a spicchi sottili e le rondelle di carota. Rosolare insieme per 2-3 minuti finché la cipolla non diventa trasparente e i bordi cominciano a colorarsi.
  3. Sfumare con vinoVersare il vino bianco nella pentola e lasciar bollire a fuoco vivo per 1-2 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno per raschiare i residui di cottura dal fondo. Questo passaggio aggiunge profondità al brodo.
  4. Rimettere la carneRiposizionare le costine e la spalla nella pentola, sopra il soffritto. Versare il brodo tiepido fino a coprire la carne per tre quarti. Portare a ebollizione lenta, poi abbassare il fuoco e lasciare sobbollire coperto per 45 minuti circa.
  5. Aggiungere la verzaDopo 45 minuti, aggiungere la verza tagliata a pezzi grossolani. Mescolare delicatamente, regolare il sale e il pepe, e rimettere il coperchio. La verza rilascerà umidità e occuperà spazio: non preoccuparti se sembra troppa, si cuocerà e ridurrà di volume.
  6. Cottura finaleContinuare a cuocere a fuoco basso per altri 60-70 minuti, mescolando occasionalmente con un cucchiaio di legno. La verza deve diventare quasi sfatta, la carne deve essere molto tenera, il brodo si sarà legato e ridotto leggermente.
  7. Assaggio e riposoAssaggiare e aggiustare sale e pepe. Lasciare riposare la «cassoela» a fuoco spento per 5-10 minuti, così che i sapori si stabilizzino. Servire direttamente dal piatto di cottura, caldo.
Cassoela: stufato ricco di maiale e cavolo che nutre profondamente con leggerezza
Cassoela: stufato ricco di maiale e cavolo che nutre profondamente con leggerezza
Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su una ricetta tradizionale con costine di maiale, pancetta, verza, cipolla e brodo. Variano secondo il tipo di tagli usati, la quantità di grasso visibile, la riduzione del brodo e la genuinità dei prodotti.

L'errore da non fare

Non affrettare la cottura con fuoco alto: la «cassoela» ha bisogno di tempo lento per trasformare la carne in qualcosa di tenerissimo e il brodo in qualcosa di denso. Se il fuoco è troppo alto, la carne diventa stopposa, la verza si disgrega male e il brodo rimane acquoso. Nemmeno devi coprire completamente la pentola se vedi che l'umidità esce troppo: lascia il coperchio leggermente spostato negli ultimi 20 minuti se vuoi ridurre il brodo.

I nostri consigli

Quando prepararla

La «cassoela» è un piatto da novembre a febbraio, quando la verza è al suo migliore e il freddo esterno la rende appetibile. È perfetta per i giorni di pioggia o neve, quando il riscaldamento della casa diventa parte del pasto. Tradizionalmente si prepara in Sant'Ambrogio (7 dicembre) come inizio della stagione invernale milanese, ma va bene tutto l'inverno.

Domande frequenti