Carciofi alla romana

di Sofia Bianchi

Carciofi alla romana

Presentazione

I carciofi alla romana sono uno dei piatti di stagione più amati della cucina di Roma, preparati da fine inverno a primavera con il carciofo romanesco, tondo, senza spine e dal cuore tenero. Si cuociono interi, con il gambo, a testa in giù in una casseruola con olio e poca acqua, dopo aver infilato fra le foglie un trito di mentuccia, prezzemolo e aglio. Il risultato è un carciofo morbido fino in fondo, che si taglia con la forchetta e profuma di erbe. Lo sbaglio più frequente è pulirli poco, lasciando le foglie esterne dure che restano fibrose anche dopo la cottura. Il secondo è dimenticare il limone, e allora i carciofi anneriscono in pochi minuti. Anche il fuoco va tenuto basso: una cottura troppo vivace brucia il fondo prima che il cuore sia tenero.

Ingredienti

Carciofi romaneschi6
Limone1
Mentuccia1 mazzetto
Prezzemolo1 mazzetto
Aglio2 spicchi
Saleq.b.
Pepe neroq.b.
Olio extravergine di oliva100 ml
Acqua150 ml

Preparazione

  1. Scegli carciofi sodi e pesanti, con le foglie ben chiuse e il gambo fresco, segno che sono stati raccolti da poco. Sciacquali e asciugali. Il carciofo romanesco non ha spine sulle punte, quindi si lavora a mani nude, ma conviene indossare i guanti per non annerire le dita. Tieni a portata di mano una ciotola d'acqua fredda con il succo di mezzo limone e l'altra metà da strofinare sulle parti tagliate.

    Tre carciofi romaneschi interi con il gambo lungo appoggiati su un tagliere di legno
  2. Stacca le foglie esterne più dure piegandole verso il basso finché si spezzano, e continua fino a quando compaiono quelle chiare e tenere. Taglia il gambo lasciandone circa 5 centimetri e pelalo con il coltello, eliminando la parte fibrosa esterna. Strofina subito il limone sulle parti tagliate, perché il carciofo annerisce all'aria.

    Due mani staccano le foglie esterne dure di un carciofo, con gli scarti sul tagliere
  3. Taglia la punta delle foglie e allarga il carciofo con le dita; se all'interno c'è la barba, toglila con un cucchiaino. Immergi i carciofi puliti nell'acqua con il limone e lasciali lì mentre prepari il trito. L'acido del limone blocca l'annerimento e mantiene il colore chiaro.

    Carciofi mondati con il gambo pelato immersi in una ciotola d'acqua con spicchi di limone
  4. Trita finemente insieme la mentuccia, il prezzemolo e l'aglio con un coltello affilato. Raccogli il trito in una ciotola, aggiungi sale, pepe e un cucchiaio di olio e mescola. L'olio fa aderire le erbe alle foglie e ne porta il profumo dentro il carciofo.

    Un coltello trita mentuccia, prezzemolo e aglio su un tagliere di legno
  5. Scola i carciofi e sbattili leggermente a testa in giù per far uscire l'acqua. Allarga le foglie e infila il trito al centro e fra le foglie, premendo con le dita. Sala anche l'esterno e strofina un po' di trito sui gambi. Tieni da parte un cucchiaio di trito da aggiungere nel fondo della casseruola.

    Due mani infilano il trito di mentuccia e aglio fra le foglie aperte di un carciofo crudo
  6. Disponi i carciofi in una casseruola alta, stretti l'uno all'altro, con la testa in giù e i gambi verso l'alto. Versa l'olio rimasto e l'acqua, che deve arrivare a un terzo dell'altezza dei carciofi. Copri e cuoci a fuoco basso per 35-40 minuti, senza girarli. Sono pronti quando la punta di un coltello entra nel gambo senza resistenza.

    Carciofi a testa in giù con i gambi rivolti verso l'alto che cuociono in una casseruola con il coperchio sollevato
  7. Spegni il fuoco e lascia riposare i carciofi nella casseruola coperta per 10 minuti. Servili tiepidi o a temperatura ambiente, con qualche cucchiaio del loro fondo di cottura sopra. Il fondo deve essere ridotto e profumato: se è ancora acquoso, scopri la casseruola e fallo restringere per qualche minuto. Il gambo, pelato bene, si mangia come il cuore: è la parte più dolce del carciofo.

Conservazione

I carciofi alla romana si conservano in frigorifero per due o tre giorni, in un contenitore chiuso insieme al loro fondo di cottura, che li mantiene morbidi. Sono buoni anche a temperatura ambiente: basta toglierli dal frigorifero un'ora prima. Si possono riscaldare in casseruola coperta con un cucchiaio d'acqua. Non si congelano bene, perché scongelati diventano acquosi.

Consiglio

Quando compro i carciofi li scelgo pesanti, con le foglie ben chiuse e serrate, che scricchiolano un po' se le premi: sono il segno di un carciofo fresco, raccolto da poco. Quelli aperti o con le punte scure sono già vecchi e restano stopposi. A pulirli le mani diventano nere, per cui uso i guanti oppure mi strofino le dita con il limone. Una cosa che faccio sempre è non buttare le foglie esterne più tenere né i ritagli del gambo: li lesso e li passo, e con il loro brodo preparo una minestra o un risotto ai carciofi. Il buon senso con le materie prime comincia proprio da qui, dal non sprecare quello che è ancora buono. Se la mentuccia non si trova, si può usare la menta comune, poca, perché è più forte e copre il sapore del carciofo.