Il caciocavallo immantecato arriva in tavola dorato e croccante, la panatura color rame che cede sotto il dente con un suono secco. Dentro rimane filante, morbido, il formaggio ancora caldo che si allunga quando lo tagli. Si serve subito, ancora fumante, spesso su un letto di carta da cucina che assorbe il grasso della frittura, qualche volta accompagnato da una fetta di limone che fa risaltare il sapore del formaggio.

Gusto

Ha il sapore classico del caciocavallo, salato e burro, ma la frittura gli aggiunge una nota tostata e croccante che manca completamente al formaggio freddo. La panatura croccante che cede subito contrasta con la cremosità del filato. Si mangia come secondo piatto nella cucina tradizionale del Sud, o come stuzzichino veloce a merenda, spesso accompagnato da un vino bianco fresco o una birra leggera.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sugli ingredienti tipici della ricetta. Variano secondo dosi, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione8 min
Cottura5 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Preparare il caciocavalloTaglia il caciocavallo in fette di circa 1 centimetro di spessore, lunghe 8-10 centimetri. Se lo compri già affettato va bene, ma è meglio partire da un formaggio intero e tagliarlo tu, perché le fette industriali sono spesso troppo sottili e si sciolgono completamente durante la frittura. Asciugale leggermente con carta da cucina per togliere l'umidità in superficie.
  2. Preparare le tre ciotole per l'impanaturaIn una ciotola metti la farina, in un'altra sbatti le uova con un pizzico di sale fino, nella terza versa il pane grattugiato. Assicurati che il pane sia davvero secco: se è fresco o umido, la panatura non sarà croccante.
  3. Impanare il caciocavalloPrendi una fetta di caciocavallo, passala velocemente nella farina, scuoti via l'eccesso. Poi immergila nell'uovo da tutti i lati, infine ruotala nel pane grattugiato premendo leggermente con le dita perché aderisca bene. Ripeti con tutte le fette. Sistemale su un piatto e lasciale riposare in frigorifero per almeno 15 minuti: il freddo aiuta il formaggio a non sciogliersi troppo in fretta durante la frittura.
  4. Riscaldare l'olioVersa l'olio di semi in una padella profonda o una pentola e portalo a 170 gradi, oppure fino a quando uno stuzzicadenti di pane immerso farà subito bollicine. Se l'olio non è abbastanza caldo il caciocavallo assorbirà olio e non sarà croccante.
  5. Friggere velocementeImmergi le fette di caciocavallo una alla volta nell'olio caldo, non tutte insieme, altrimenti la temperatura cala e si ammollano. Cuoci per circa 40-50 secondi per lato, fino a quando la panatura diventa color rame dorato. Non cuocere troppo a lungo, altrimenti il formaggio se ne va tutto nell'olio e rimane solo la panatura vuota.
  6. Scolare e servireCon una schiumarola togli il caciocavallo dall'olio e adagialo su carta da cucina pulita per assorbire l'olio in eccesso. Servi subito, ancora caldo, con uno spicchio di limone fresco per chi lo desideri. Se aspetti più di un minuto o due la panatura comincia a perdere la croccantezza.

L'errore da non fare

Non dimenticare il riposo in frigorifero dopo l'impanatura. Se friggi il caciocavallo a temperatura ambiente, il formaggio si scalda troppo velocemente e te lo ritrovi che esce fuori dalle crepe della panatura ancora cruda. Anche usare fette troppo sottili è un errore: si sciolgono completamente e perdi il contrasto tra la panatura croccante e il formaggio filante dentro. E infine, non cuocere troppo a lungo: 40-50 secondi per lato è il tempo giusto, oltre diventa un problema.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il caciocavallo immantecato si fa tutto l'anno, visto che il formaggio è sempre disponibile. Ma è particolarmente apprezzato nei mesi più freddi, da novembre a marzo, quando il formaggio è più sodo e la frittura calda soddisfa. È ottimo come secondo piatto veloce di una cena tra amici, oppure come parte di un tagliere di fritti misti con arancini e altre panature.

Domande frequenti