Le anguille fritte escono dalla padella dorate e croccanti, con una crosticina color nocciola che racchiude la carne tenera e profumata. Il loro corpo affusolato si presenta leggermente ondulato, spesso ripiegato a ciambella nel piatto, circondato da spicchi di limone giallo brillante e qualche rametto di prezzemolo verde. L'olio intorno ha un aspetto pulito, non appiccicaticcio, grazie alla giusta temperatura durante la cottura. La consistenza visibile è quella di un fritto eseguito bene: una pellicola croccante che crackla al dente, priva di parti molli o oleose.
Gusto
L'anguilla fritta ha un sapore dolce e delicato, caratteristico di un pesce d'acqua dolce con carni bianche e piene di grassi naturali che la rendono succulenta. La panatura croccante contrasta piacevolmente con la morbidezza della carne. Il limone serva per tagliare la ricchezza dell'olio e amplificare la nota marina. Si serve calda, accompagnata da contorni leggeri come insalata di cicoria o spinaci saltati.
Benessere
- L'anguilla è ricca di proteine nobili, circa 15-18 grammi per 100 grammi di pesce crudo, essenziali per il mantenimento della massa muscolare.
- Contiene ferro e selenio, minerali importanti per il trasporto dell'ossigeno nel sangue e per la funzione antiossidante.
- Nonostante la frittura, l'anguilla rimane un pesce nutriente e saziante, che fornisce energia prolungata grazie ai grassi insaturi presenti naturalmente nella carne.
- Gli acidi grassi omega-3 presenti nell'anguilla si mantengono in parte anche dopo la cottura in olio a temperatura corretta, con benefici per la funzione cardiovascolare.
- Abbina le anguille fritte a verdure crude o cotte leggermente, e a una porzione moderata di pane integrale per un pasto equilibrato.
- Falso mito da sfatare: le anguille fritte non sono automaticamente pesanti o dannose se cotte correttamente. Un fritto eseguito a temperatura stabile tra 170-180 gradi assorbe meno olio di uno fatto a temperature basse e oscillanti. Chi ha problemi digestivi dovrebbe preferire porzioni piccole e accompagnare il piatto con succo di limone fresco, che facilita la digestione dei grassi.
- 250 kcalEnergia
- 18 gProteine
- 19 gGrassi
- 4,5 gdi cui saturi
- 8 gCarboidrati
- 0,2 gdi cui zuccheri
- 0,1 gFibre
- 0,5 gSale
Valori indicativi e approssimativi, basati su anguilla cruda panata e fritta in olio di arachide. Variano secondo dimensioni del pesce, spessore della panatura, durata e temperatura della cottura, e qualità dell'olio utilizzato.
- 800 ganguilla fresca, già pulita dal pescivendolo
- 150 gfarina di tipo 00
- 100 gpangrattato fine
- 2uova intere
- 1 litroolio di arachide per friggere
- sale finoquanto basta
- pepe bianco macinatoquanto basta
- 2limoni
- Preparare l'anguillaChiedi al pescivendolo di pulire l'anguilla togliendo la pelle, svuotandola e sfilettandola. Se lo fai tu, incidi la pelle dietro la testa e tirala verso il basso con un canovaccio. Svolgi l'anguilla delicatamente, togli la colonna vertebrale tenendo la carne tirata con l'altra mano, e rimuovi eventuali lische con una pinzetta. Risciacqua sotto acqua fredda e asciuga perfettamente con carta da cucina.
- Tagliare a bocconiTaglia la carne di anguilla in pezzi di circa 6-8 centimetri. Se troppo lunghi rischiano di rimanere crudi dentro, se troppo corti si seccano. Disponi i bocconi su un piatto e condiscili con sale fine e pepe bianco da entrambi i lati, almeno 5 minuti prima della panatura.
- Preparare le tre ciotoleIn una ciotola metti la farina, in una seconda sbatti le due uova con un pizzico di sale, in una terza unisci il pangrattato fine. Questa è la panatura all'italiana classica, efficace per avere una crosticina croccante.
- Panare i bocconiPassa ogni boccone d'anguilla prima nella farina, scuotendo l'eccesso. Poi tuffalo nell'uovo, facendolo scivolare bene. Infine rotolalo nel pangrattato, premendo leggermente affinché aderisca. Posa ogni pezzo panato su un piatto e lasciali riposare 2-3 minuti. Non impanare troppo presto, altrimenti il pangrattato si inzuppa.
- Scaldare l'olioVersa l'olio in una pentola fonda o in una friggitrice e riscaldalo a 175 gradi. Usa un termometro da cucina per controllare la temperatura con precisione. Se non ce l'hai, testa con un cubetto di pane: dovrà dorare in 50-60 secondi. Una temperatura troppo bassa farà assorbire più olio, una troppo alta brucerà la panatura lasciando il pesce crudo.
- Friggere con cautelaImmergi i bocconi d'anguilla nell'olio caldo, 4-5 pezzi alla volta per non abbassare troppo la temperatura. Cuoci per 5-6 minuti, facendoli girare a metà cottura affinché drorino in modo uniforme. Tira fuori con una schiumarola quando la panatura raggiunge un colore dorato carico, quasi color nocciola. Riponi su carta assorbente."""
- Rifinire e servireMentre le anguille sono ancora calde, cospargile con un pizzico di sale fino. Taglia i limoni in spicchi e servile immediatamente, insieme a un rametto di prezzemolo fresco. L'anguilla fritta va consumata entro pochi minuti dalla cottura, mentre la panatura è ancora al suo massimo della croccantezza.
L'errore da non fare
L'errore più comune è panare le anguille troppo presto e lasciarle riposare a lungo, oppure friggerle a temperatura troppo bassa. Se il pangrattato sta a contatto con l'umidità della carne per oltre 5 minuti, si inzuppa e non diventa croccante ma gommoso. Se l'olio non raggiunge almeno 170 gradi, il pesce assorbe il grasso e il fritto diventa pesante e unto. Non affollare nemmeno troppo la pentola: ogni pezzo ha bisogno di spazio per dorare in modo uniforme e per non abbassare la temperatura dell'olio.
I nostri consigli
- Se non trovi anguilla fresca, la anguilla congelata di buona qualità funziona altrettanto bene. Scongelala in frigorifero per almeno 12 ore prima di usarla, così la carne rimane consistente.
- La anguilla fritta si conserva in frigorifero per un giorno al massimo, in un contenitore a chiusura ermetica. Riscaldala in forno a 160 gradi per 5 minuti se vuoi recuperare un po' di croccantezza, senza ricongelare.
- Accompagna le anguille con una salsa agrodolce leggera fatta con aceto di vino bianco, zucchero e un filo d'olio, oppure con maionese naturale. Evita salse troppo complesse che coprirebbero il sapore delicato del pesce.
- Non scartare la testa e le pinne se il pescivendolo non le ha già tolte: possono servire per fare un brodo leggero di pesce, ricco di collagene.
Quando prepararla
Le anguille fritte sono un piatto tipicamente autunnale e invernale, quando l'anguilla è in stagione e ha raggiunto la giusta consistenza di grasso. Tradizionalmente vengono preparate per le festività natalizie, ma restano ottime in qualsiasi giorno freddo quando la frittura ha senso calorifico. In estate il piatto è possibile ma meno naturale, poiché la anguilla è meno disponibile al mercato e il caldo rende i piatti fritti meno graditi.
Domande frequenti
- Posso sostituire l'anguilla con un altro pesce? La anguilla ha carni molto particolari e ricche di grasso proprio. Potresti usare un filetto di pesce gatto o anche di orata robusta, ma il sapore e la consistenza cambieranno completamente. Non è una vera sostituzione.
- Come faccio a pulire l'anguilla da solo se non so come fare? Immergila brevemente in acqua bollente per 30 secondi, poi immergi in acqua fredda. La pelle si solleva e si toglie più facilmente. Usa un coltello affilato e una pinzetta. Se hai paura, chiedi al pescivendolo di farla per te.
- L'olio si può riutilizzare dopo la frittura? Sì, filtralo bene attraverso un canovaccio o una carta da filtro, lascialo raffreddare completamente e conservalo in bottiglia chiusa. È riutilizzabile 2-3 volte per fritture leggere di pesce.
- Che differenza c'è tra anguilla di fiume e anguilla d'allevamento? L'anguilla di fiume ha sapore più delicato e carni più sode, ma è sempre più rara e cara. L'anguilla d'allevamento è più disponibile e più economica, con un sapore lievemente meno marcato. Entrambe friggono bene.